La sorte di Taranto e' sempre stata legata al suo porto, al formidabile porto naturale costituito dal Mar Piccolo,
un vero mare chiuso. Stranone l'aveva definito bellissimo e grandissimo e Polibio aveva colto la fortuna della
citta' nel suo appartenere a un sistema di porti e fiorenti centri dello Ionio: Metaponto, Crotone, Locri e Reggio C.
La citta', che presiedeva la Federazione delle colonie della Magna Grecia, contava agora' e teatri, mura turrite e porte,
il ginnasio e l'acropoli, colossali statue e grandi candelieri di bronzo. Una condizione di benessere e di opulenza che
andra' in crisi con la progressiva caduta di Taranto sotto l'orbita di Roma.Un oblio che si interrompe nel 1571,
quando Filippo II decide di organizzare una grande spedizione navale per arginare l'invadenza dei Turchi, e' a
Taranto che vengono concentrate le navi cristiane prima della Battaglia di Lepanto.Nel periodo napoleonico il porto riacquista importanza quale
base navale militare,agli inizi dell'800, infatti, l'armata napoleonica
del Generale Gouvion de Saint Cyr vi stabilisce il proprio quartier
generale. Nel 1866 il Governo italiano delibera la costruzione di
un grande arsenale militare. Alla vigilia del secondo conflitto mondiale
nell'Arsenale lavorano 14.000 dipendenti .
Ma il destino di Taranto era inevitabilmente segnato alla presenza
militare e con la seconda guerra mondiale arriva la pagina piu'
drammatica della storia della città.
Lo sviluppo socioeconomico della citta' che aveva seguito quello
della base militare, ha vissuto le frustazioni del dopo guerra e del
ridimensionamento. Oggi le strutture del porto militare restano,
e le belle navi alla fonda, e le divise dei marinai, anche. Ma Taranto
non e' piu' solo ed sclusivamente quello.
A ricordare il periodo d'oro della città jonica c'è in tutto il suo splendore,
nel Museo Archeologico : il salone degli ori.
Oltre agli ori e argenti, una consistente parte del museo tarantino
e' dedicata alle ceramiche, provenienti in gran parte dagli scavi effettuati
in citta', spesso per esigenze di costruzioni edili e lavori stradali.Leggere le schede che accompagnano coppe, bottiglie, tazze, vasi, anfore, lekythos e altro vasellame, ci fa' rivivere lo
sviluppo urbanistico, spesso caotico e speculativo, della Citta' nuova.